Il Web ormai ha acquisito un ruolo fondamentale nella nostre vite, dovuto soprattutto alla velocità e semplicità di diffusione di notizie e pensieri. Spesso però si tende a prendere “per buono” qualsiasi tipo di nozione acquisita in rete per il semplice fatto che qualcuno si sia preso la briga di pubblicarla online. Queste informazioni, diffuse da fonti ignote o da autori con conoscenze superficiali inerenti all’argomento trattato o senza alcun grado di preparazione medico-scientifica, devono essere lette con un altissimo grado di analisi critica.
In molti, forse in troppi, si affidano al tanto famoso “dottor Google” sperando di trovar rimedi, cure o soltanto informazioni senza preoccuparsi dell’attendibilità della fonte.

Da alcuni anni, circolano in rete numerosi articoli che divulgano le proprietà terapeutiche dell’artemisia annua in patologie tumorali. Per prima cosa è opportuno chiarire le proprietà farmacologiche di questa pianta.
L’artemisia annua è una piccola pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae. I composti naturali estratti dall’artemisia e i derivati semisintetici (artmeter, arteeter, artenusate, etc.) sono farmaci chemioterapici antimalarici (farmaci utilizzati nella cura di infezioni protozoarie).

La fondazione IRCCS (ISTITUTO NAZIONALE TUMORI), dopo lo studio dei dati e dell’uso clinico dell’artemisia, ha dichiarato: “ siamo ancora lontani dal poter affermare con certezza che l’artemisinina e i suoi derivati siano utilizzabili con sicurezza nell’uomo e veramente utili nel trattamento dei tumori.” Con il seguente link vi rimando all’articolo completo della fondazione IRCCS.

Un ultima puntualizzazione che vorrei fare è sul termine chemioterapico (dall’inglese chemio-, “chimico” e dal greco εραπεία, “terapia”). Con questo termine si intende il trattamento causale con sostanze chimiche di: infezioni provocate da batteri, protozoi, funghi, virus e patologie tumorali.

Artemisia Annua come cura anticancro: il punto di vista dell’Istituto